Il saggio esamina da una prospettiva storico-critica e filologica la struttura delle Istituzioni di Gaio, concentrandosi sulle modalità con cui il giurista ha integrato le novità normative e i dibattiti giurisprudenziali successivi all’impianto originario del suo manuale. La stratificazione del testo sembra riflettere una precisa “strategia didattica” e comunicativa, talvolta a discapito di un’ordinata scansione cronologica degli eventi legislativi. L'indagine si snoda principalmente attraverso tre nuclei tematici tratti dal primo e dal secondo commentario dell’opera gaiana: Il regime della lex Aelia Sentia e gli status civitatis (Gai 1.28-35); La condizione servile e la dominica potestas (Gai 1.52-54, con l’individuazione di una simmetria espositiva analoga anche in Gai 1.35 e Gai 1.167) e, infine, la disciplina del legatum per vindicationem (Gai 2.195-200). In antitesi con le tesi tradizionali (come quella di Schulz) che leggevano in queste anomalie la prova di una totale mancanza di revisione finale o di una composizione postuma e frammentaria, si propone una rivalutazione della letteratura didattico-didascalica dell’antichità. Le apparenti disorganizzazioni cronologiche e i fenomeni di “smembramento” testuale testimoniano in realtà il dinamismo di un’opera nata per la scuola e nella scuola. Gaio lavora sul testo come un glossatore o un interpolatore di se stesso, stratificando le fonti anteriori per adeguarle costantemente alle necessità quotidiane dell’insegnamento del diritto.
'Strategia didattica' gaiana ed esempi di 'aggiornamento' delle Istituzioni
P. Arces
2025-01-01
Abstract
Il saggio esamina da una prospettiva storico-critica e filologica la struttura delle Istituzioni di Gaio, concentrandosi sulle modalità con cui il giurista ha integrato le novità normative e i dibattiti giurisprudenziali successivi all’impianto originario del suo manuale. La stratificazione del testo sembra riflettere una precisa “strategia didattica” e comunicativa, talvolta a discapito di un’ordinata scansione cronologica degli eventi legislativi. L'indagine si snoda principalmente attraverso tre nuclei tematici tratti dal primo e dal secondo commentario dell’opera gaiana: Il regime della lex Aelia Sentia e gli status civitatis (Gai 1.28-35); La condizione servile e la dominica potestas (Gai 1.52-54, con l’individuazione di una simmetria espositiva analoga anche in Gai 1.35 e Gai 1.167) e, infine, la disciplina del legatum per vindicationem (Gai 2.195-200). In antitesi con le tesi tradizionali (come quella di Schulz) che leggevano in queste anomalie la prova di una totale mancanza di revisione finale o di una composizione postuma e frammentaria, si propone una rivalutazione della letteratura didattico-didascalica dell’antichità. Le apparenti disorganizzazioni cronologiche e i fenomeni di “smembramento” testuale testimoniano in realtà il dinamismo di un’opera nata per la scuola e nella scuola. Gaio lavora sul testo come un glossatore o un interpolatore di se stesso, stratificando le fonti anteriori per adeguarle costantemente alle necessità quotidiane dell’insegnamento del diritto.| File | Dimensione | Formato | |
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