Il contributo esamina l'evoluzione topografica e insediativa dell'area dell'abbazia canonicale di Sant'Andrea Vercelli. In età romana, la zona, situata al margine nord-occidentale di 'Vercellae' e soggetta a esondazioni del torrente Cervo, ospitava un impianto termale pubblico e infrastrutture idrauliche. Gli scavi attestano un'occupazione stabile tra il I sec. a.C. e il II sec. d.C., mentre al momento risultano assenti livelli stratigrafici tardoantichi e altomedievali, probabilmente a causa delle successive bonifiche. Meglio note sono le vicende del sito a partire dai secoli centrali del medioevo, quando l'area faceva parte del 'burgus Ciglanus'. Nel 1169 è già attestata una chiesa di Sant'Andrea, poi inglobata nelle mura cittadine e infine demolita dal Comune nel 1240 per potenziare i fossati difensivi. In questo comparto urbano, ormai incluso nel circuito murario, nel 1219 il cardinale Guala Bicchieri, dopo aver attivato un'intensa campagna di acquisti fondiari avviò la costruzione della canonica, di cui il saggio indaga le strutture materiali e l'organizzazione degli spazi interni sulla base delle fonti scritte (edite e archivistiche). Queste individuano i confini del complesso e gli ambienti della clausura legati alla vita quotidiana dei canonici: la chiesa, il chiostro, la sala capitolare, il parlatorio, il dormitorio (collegato direttamente al transetto), il refettorio e l'infermeria (con la camera per i salassi). Il saggio approfondisce inoltre anche la gestione degli spazi aperti ai laici e ai bisognosi come l'elemosineria esterna.
Sant’Andrea e il suo contesto urbano: topografia, evidenze archeologiche e documentarie, tra età romana e medioevo (in collaborazione con G. Ardizio, F. Garanzini)
DESTEFANIS ELEONORA
2026-01-01
Abstract
Il contributo esamina l'evoluzione topografica e insediativa dell'area dell'abbazia canonicale di Sant'Andrea Vercelli. In età romana, la zona, situata al margine nord-occidentale di 'Vercellae' e soggetta a esondazioni del torrente Cervo, ospitava un impianto termale pubblico e infrastrutture idrauliche. Gli scavi attestano un'occupazione stabile tra il I sec. a.C. e il II sec. d.C., mentre al momento risultano assenti livelli stratigrafici tardoantichi e altomedievali, probabilmente a causa delle successive bonifiche. Meglio note sono le vicende del sito a partire dai secoli centrali del medioevo, quando l'area faceva parte del 'burgus Ciglanus'. Nel 1169 è già attestata una chiesa di Sant'Andrea, poi inglobata nelle mura cittadine e infine demolita dal Comune nel 1240 per potenziare i fossati difensivi. In questo comparto urbano, ormai incluso nel circuito murario, nel 1219 il cardinale Guala Bicchieri, dopo aver attivato un'intensa campagna di acquisti fondiari avviò la costruzione della canonica, di cui il saggio indaga le strutture materiali e l'organizzazione degli spazi interni sulla base delle fonti scritte (edite e archivistiche). Queste individuano i confini del complesso e gli ambienti della clausura legati alla vita quotidiana dei canonici: la chiesa, il chiostro, la sala capitolare, il parlatorio, il dormitorio (collegato direttamente al transetto), il refettorio e l'infermeria (con la camera per i salassi). Il saggio approfondisce inoltre anche la gestione degli spazi aperti ai laici e ai bisognosi come l'elemosineria esterna.| File | Dimensione | Formato | |
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