Il saggio analizza il ruolo delle certificazioni private nella comunicazione della sostenibilità nel settore agroalimentare, con particolare attenzione al rapporto tra tutela dei consumatori, trasparenza del mercato e disciplina europea dei green claims. Muovendo dalla progressiva affermazione del paradigma dello sviluppo sostenibile, il contributo evidenzia come le informazioni ambientali e sociali siano divenute un fattore decisivo nelle scelte di consumo e nella competizione tra imprese. In tale contesto, la moltiplicazione di dichiarazioni volontarie sulla sostenibilità dei prodotti ha reso sempre più urgente il ricorso a strumenti capaci di garantire verificabilità, attendibilità e comparabilità delle informazioni. L’analisi si concentra quindi sul passaggio dalle autodichiarazioni degli operatori economici alle certificazioni di parte terza, esaminandone il fondamento giuridico alla luce della disciplina europea in materia di pratiche commerciali sleali, informazione alimentare, accreditamento e vigilanza del mercato. Particolare rilievo è attribuito alla direttiva (UE) 2024/825, che rafforza il contrasto al greenwashing vietando claims ambientali generici o non verificabili e valorizzando gli schemi di certificazione indipendente. Il saggio considera inoltre la proposta di direttiva sui green claims, mettendone in luce obiettivi, criticità e incertezze politiche, soprattutto con riferimento agli oneri che un sistema di verifica preventiva potrebbe comportare per le piccole e medie imprese. In conclusione, l’autore sostiene che le certificazioni private non possano sostituire il controllo pubblico, ma debbano integrarlo all’interno di una governance europea chiara, proporzionata e trasparente. Solo un equilibrio tra rigore regolatorio, accessibilità degli strumenti certificativi e tutela della concorrenza potrà consentire la costruzione di un mercato alimentare realmente sostenibile, affidabile e inclusivo.
Le certificazioni private per un consumo alimentare sostenibile: regole e tutele
Rubino
2025-01-01
Abstract
Il saggio analizza il ruolo delle certificazioni private nella comunicazione della sostenibilità nel settore agroalimentare, con particolare attenzione al rapporto tra tutela dei consumatori, trasparenza del mercato e disciplina europea dei green claims. Muovendo dalla progressiva affermazione del paradigma dello sviluppo sostenibile, il contributo evidenzia come le informazioni ambientali e sociali siano divenute un fattore decisivo nelle scelte di consumo e nella competizione tra imprese. In tale contesto, la moltiplicazione di dichiarazioni volontarie sulla sostenibilità dei prodotti ha reso sempre più urgente il ricorso a strumenti capaci di garantire verificabilità, attendibilità e comparabilità delle informazioni. L’analisi si concentra quindi sul passaggio dalle autodichiarazioni degli operatori economici alle certificazioni di parte terza, esaminandone il fondamento giuridico alla luce della disciplina europea in materia di pratiche commerciali sleali, informazione alimentare, accreditamento e vigilanza del mercato. Particolare rilievo è attribuito alla direttiva (UE) 2024/825, che rafforza il contrasto al greenwashing vietando claims ambientali generici o non verificabili e valorizzando gli schemi di certificazione indipendente. Il saggio considera inoltre la proposta di direttiva sui green claims, mettendone in luce obiettivi, criticità e incertezze politiche, soprattutto con riferimento agli oneri che un sistema di verifica preventiva potrebbe comportare per le piccole e medie imprese. In conclusione, l’autore sostiene che le certificazioni private non possano sostituire il controllo pubblico, ma debbano integrarlo all’interno di una governance europea chiara, proporzionata e trasparente. Solo un equilibrio tra rigore regolatorio, accessibilità degli strumenti certificativi e tutela della concorrenza potrà consentire la costruzione di un mercato alimentare realmente sostenibile, affidabile e inclusivo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


