Come osservato da molt* studios*, la pratica teatrale e performativa permette all’apprendimento delle lingue straniere di esibire le sue potenzialità inter- e trans-disciplinari, approfondendole grazie al coinvolgimento ‘olistico’ di tutte le componenti che rendono il linguaggio umano molto più che un semplice strumento comunicativo. Senza la pretesa di essere esaustivo, il contributo intende mettere in luce alcune delle connessioni che vanno al di là della sfera puramente linguistica com’è comunemente intesa e che intrecciano, ad esempio, oralità e corporeità, oralità e azione, apprendimento e gioco, in tutti i suoi aspetti sia sociali sia individuali, collegati a una dimensione psicologica e affettiva “incorporata”. Se apprendere una lingua straniera significa porsi in una posizione liminale tra identità e alterità, accettare la sfida che pone questo apprendimento deve necessariamente coinvolgere tutta la comunità di pratica rappresentata dalla classe, ivi inclusi i docenti. Ecco perché sperimentare in senso performativo l’apprendimento di una lingua straniera significa anche riconoscere e valorizzare il suo aspetto inter- e trans-disciplinare, che non è accidentale ma sostanziale. Lo spazio della classe e il tempo della lezione ne possono venire trasformati, così come le loro dinamiche consuete.

Potenzialità transdisciplinari delle pratiche didattiche di teatro in lingua straniera: corpi, relazioni e linguaggio nello spazio-laboratorio.

Marco Pustianaz
2025-01-01

Abstract

Come osservato da molt* studios*, la pratica teatrale e performativa permette all’apprendimento delle lingue straniere di esibire le sue potenzialità inter- e trans-disciplinari, approfondendole grazie al coinvolgimento ‘olistico’ di tutte le componenti che rendono il linguaggio umano molto più che un semplice strumento comunicativo. Senza la pretesa di essere esaustivo, il contributo intende mettere in luce alcune delle connessioni che vanno al di là della sfera puramente linguistica com’è comunemente intesa e che intrecciano, ad esempio, oralità e corporeità, oralità e azione, apprendimento e gioco, in tutti i suoi aspetti sia sociali sia individuali, collegati a una dimensione psicologica e affettiva “incorporata”. Se apprendere una lingua straniera significa porsi in una posizione liminale tra identità e alterità, accettare la sfida che pone questo apprendimento deve necessariamente coinvolgere tutta la comunità di pratica rappresentata dalla classe, ivi inclusi i docenti. Ecco perché sperimentare in senso performativo l’apprendimento di una lingua straniera significa anche riconoscere e valorizzare il suo aspetto inter- e trans-disciplinare, che non è accidentale ma sostanziale. Lo spazio della classe e il tempo della lezione ne possono venire trasformati, così come le loro dinamiche consuete.
2025
978-88-3613-676-6
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