Nell’alto Piemonte, in un’area che si addentra nel Parco Nazionale della Val Grande, 10 piccoli Comuni si sono riuniti nel progetto Comuniterràe per riappropriarsi del patrimonio culturale materiale e immateriale dei propri territori. Nel corso di questo percorso partecipato, che ha visto coinvolte circa 250 persone in processi di mappatura e passeggiate comunitarie, in più occasioni si è intrecciato anche il tema della produzione agricola e dei suoi prodotti. Nelle “Terre di Mezzo”, tra fondovalle e terre alte, il paesaggio agricolo si associava a quello terrazzato che costituiva, un tempo, l’unica forma adatta per lavorare la terra. Qui la superficie totale terrazzata è pari a circa 3.500 metri quadri, tuttavia quella utilizzata si aggira intorno al 24%, lasciando la restante parte in abbandono e degrado. Attorno al tema dei terrazzamenti, riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, il Parco sta sviluppando insieme ad altri otto partner italiani e svizzeri il progetto Interreg Interraced. Gli obiettivi sono il recupero e la valorizzazione dei terrazzamenti tramite la definizione della Carta del Paesaggio Terrazzato Transfrontaliero e del Piano d’Azione. A questa si aggiungono pratiche di recupero e piccoli progetti imprenditoriali mossi dalla volontà di dare nuova vita a colture e produzioni e di creare nuove relazioni sistemiche sul territorio. Si propongono come soluzioni sostenibili e innovative per integrare prodotti e lavorazioni andati perduti, ma anche per avviare processi per il recupero degli scarti. Dalle attività partecipate di Comuniterràe alle progettualità nate a corollario, oggi questi territori sono diventati un laboratorio sperimentale di pratiche di valorizzazione dal basso. Si tratta di un percorso che si snoda attraverso la promozione della cultura, la cura del paesaggio e uno sguardo lungimirante alle potenzialità della terra, in virtù di una cultura che anche tramite l’enogastronomia generi unione e celebrazione dell’identità locale.

DAL PAESAGGIO TERRAZZATO A UNA NUOVA-VECCHIA AGRICOLTURA NELLE “TERRE DI MEZZO”

stefania cerutti
;
paola menzardi;
2022-01-01

Abstract

Nell’alto Piemonte, in un’area che si addentra nel Parco Nazionale della Val Grande, 10 piccoli Comuni si sono riuniti nel progetto Comuniterràe per riappropriarsi del patrimonio culturale materiale e immateriale dei propri territori. Nel corso di questo percorso partecipato, che ha visto coinvolte circa 250 persone in processi di mappatura e passeggiate comunitarie, in più occasioni si è intrecciato anche il tema della produzione agricola e dei suoi prodotti. Nelle “Terre di Mezzo”, tra fondovalle e terre alte, il paesaggio agricolo si associava a quello terrazzato che costituiva, un tempo, l’unica forma adatta per lavorare la terra. Qui la superficie totale terrazzata è pari a circa 3.500 metri quadri, tuttavia quella utilizzata si aggira intorno al 24%, lasciando la restante parte in abbandono e degrado. Attorno al tema dei terrazzamenti, riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, il Parco sta sviluppando insieme ad altri otto partner italiani e svizzeri il progetto Interreg Interraced. Gli obiettivi sono il recupero e la valorizzazione dei terrazzamenti tramite la definizione della Carta del Paesaggio Terrazzato Transfrontaliero e del Piano d’Azione. A questa si aggiungono pratiche di recupero e piccoli progetti imprenditoriali mossi dalla volontà di dare nuova vita a colture e produzioni e di creare nuove relazioni sistemiche sul territorio. Si propongono come soluzioni sostenibili e innovative per integrare prodotti e lavorazioni andati perduti, ma anche per avviare processi per il recupero degli scarti. Dalle attività partecipate di Comuniterràe alle progettualità nate a corollario, oggi questi territori sono diventati un laboratorio sperimentale di pratiche di valorizzazione dal basso. Si tratta di un percorso che si snoda attraverso la promozione della cultura, la cura del paesaggio e uno sguardo lungimirante alle potenzialità della terra, in virtù di una cultura che anche tramite l’enogastronomia generi unione e celebrazione dell’identità locale.
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