La tavola (olio, cm 37,4 x 30,3), databile al secondo quarto del XVI secolo e attribuita a un anonimo pittore attivo nell’arco alpino, raffigura una sacra conversazione con la Madonna e il Bambino, san Giovanni Battista e san Bernardo da Chiaravalle, talora confuso con san Bernardo da Mentone per il comune attributo del demonio incatenato. L’articolato programma iconografico, imperniato sull’Agnus Dei e sul demonio incatenato, esprime contenuti cristologici ed eucaristici che suggerendo una possibile destinazione religiosa (una comunità religiosa e una collocazione in un contesto eucaristico, quale un piccolo altare) anziché domestica. La composizione associa modelli di ascendenza leonardesca e raffaellesca nella figura della Madonna con il Bambino a un impianto classicamente scandito, organizzato dal basamento circolare, dal tendaggio e dalla colonna, distinguendosi per l’accentuata caratterizzazione espressiva ‒ quasi caricaturale ‒ dei santi. La tecnica impiegata dall'artista è peculiare e presenta una preparazione sottile, stesure cromatiche sovrapposte a corpo, pennellate che lasciano affiorare la preparazione del fondo, contorni definiti da pigmento nero e interessanti decorazioni a sgraffio sulla veste della Vergine. Il restauro del 2025 e le indagini riflettografiche hanno documentato tracce del disegno preparatorio e piccoli aggiustamenti compositivi, offrendo nuovi elementi per la comprensione del procedimento esecutivo e della genesi dell’opera.
Pittore attivo nell’arco alpino nel secondo quarto del XVI secolo?, Madonna con il Bambino, san Giovanni Battista e san Bernardo da Chiaravalle con il demonio alla catena
Zambrano, Patrizia
In corso di stampa
Abstract
La tavola (olio, cm 37,4 x 30,3), databile al secondo quarto del XVI secolo e attribuita a un anonimo pittore attivo nell’arco alpino, raffigura una sacra conversazione con la Madonna e il Bambino, san Giovanni Battista e san Bernardo da Chiaravalle, talora confuso con san Bernardo da Mentone per il comune attributo del demonio incatenato. L’articolato programma iconografico, imperniato sull’Agnus Dei e sul demonio incatenato, esprime contenuti cristologici ed eucaristici che suggerendo una possibile destinazione religiosa (una comunità religiosa e una collocazione in un contesto eucaristico, quale un piccolo altare) anziché domestica. La composizione associa modelli di ascendenza leonardesca e raffaellesca nella figura della Madonna con il Bambino a un impianto classicamente scandito, organizzato dal basamento circolare, dal tendaggio e dalla colonna, distinguendosi per l’accentuata caratterizzazione espressiva ‒ quasi caricaturale ‒ dei santi. La tecnica impiegata dall'artista è peculiare e presenta una preparazione sottile, stesure cromatiche sovrapposte a corpo, pennellate che lasciano affiorare la preparazione del fondo, contorni definiti da pigmento nero e interessanti decorazioni a sgraffio sulla veste della Vergine. Il restauro del 2025 e le indagini riflettografiche hanno documentato tracce del disegno preparatorio e piccoli aggiustamenti compositivi, offrendo nuovi elementi per la comprensione del procedimento esecutivo e della genesi dell’opera.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


