Il contributo analizza le implicazioni politico-istituzionali e costituzionali derivanti dalla discussa riapertura del padiglione della Federazione Russa in occasione della 61ª Biennale d’Arte di Venezia (2026). La vicenda, culminata nelle dimissioni della giuria internazionale, nella riforma emergenziale del sistema di premiazione e nelle tensioni tra la presidenza della Fondazione, il Governo italiano e la Commissione Europea in merito al quadro sanzionatorio, offre lo spunto per una riflessione più ampia sulla natura dei padiglioni nazionali e sui poteri ispettivi ministeriali. Il contributo analizza la libertà dell’arte all’interno del più generale ambito della libertà di espressione, indagando se l’esclusione culturale possa configurarsi come legittima sanzione internazionale o se la censura artistica non debba piuttosto rimanere una extrema ratio. In conclusione, si auspica l’adozione di un modello organizzativo autenticamente dialettico, capace di tutelare l’autonomia della proposta contemporanea e di includere i canali del dissenso oltre le rigide logiche delle rappresentanze statali.

Libertà dell’arte tra Costituzione italiana e contesto geopolitico. Note a margine della sessantunesima edizione della Biennale di Venezia

Conte Lucilla
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza le implicazioni politico-istituzionali e costituzionali derivanti dalla discussa riapertura del padiglione della Federazione Russa in occasione della 61ª Biennale d’Arte di Venezia (2026). La vicenda, culminata nelle dimissioni della giuria internazionale, nella riforma emergenziale del sistema di premiazione e nelle tensioni tra la presidenza della Fondazione, il Governo italiano e la Commissione Europea in merito al quadro sanzionatorio, offre lo spunto per una riflessione più ampia sulla natura dei padiglioni nazionali e sui poteri ispettivi ministeriali. Il contributo analizza la libertà dell’arte all’interno del più generale ambito della libertà di espressione, indagando se l’esclusione culturale possa configurarsi come legittima sanzione internazionale o se la censura artistica non debba piuttosto rimanere una extrema ratio. In conclusione, si auspica l’adozione di un modello organizzativo autenticamente dialettico, capace di tutelare l’autonomia della proposta contemporanea e di includere i canali del dissenso oltre le rigide logiche delle rappresentanze statali.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
3_2026_3_Conte.pdf

file ad accesso aperto

Tipologia: Versione Editoriale (PDF)
Licenza: Dominio pubblico
Dimensione 651.81 kB
Formato Adobe PDF
651.81 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11579/236642
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact