Il contributo analizza le proposte della Commissione europea per la Politica Agricola Comune post-2027, soffermandosi in particolare sul rapporto tra agricoltura, tutela ambientale e transizione ecologica. La riforma prospetta una profonda ridefinizione dell’architettura finanziaria e regolatoria della PAC, fondata sull’istituzione di un fondo unico, sull’integrazione tra politiche agricole, di coesione e di sviluppo territoriale, nonché su un modello maggiormente flessibile e orientato al raggiungimento di risultati. Pur confermando formalmente la centralità degli obiettivi climatici e ambientali, la proposta solleva rilevanti criticità. L’articolo evidenzia, in particolare, i rischi derivanti dalla sostituzione della condizionalità rafforzata con la farm stewardship, dalla riduzione del grado di dettaglio della disciplina europea e dall’ampliamento della discrezionalità riconosciuta agli Stati membri. Particolare attenzione è dedicata alla questione finanziaria, poiché la possibile compressione delle risorse agricole, l’obbligo di cofinanziamento nazionale e l’indebolimento dei vincoli di destinazione ambientale potrebbero compromettere l’effettività della transizione verde. La PAC post-2027 appare così collocata in una tensione irrisolta tra ambizione ecologica e realismo politico finanziario, ponendo interrogativi sulla capacità dell’Unione europea di preservare un quadro comune, coerente ed efficace per un’agricoltura sostenibile.

Agricoltura e ambiente nella proposta della Commissione sulla PAC post-2027 fra ambizioni e realismo

Rubino, V.
2026-01-01

Abstract

Il contributo analizza le proposte della Commissione europea per la Politica Agricola Comune post-2027, soffermandosi in particolare sul rapporto tra agricoltura, tutela ambientale e transizione ecologica. La riforma prospetta una profonda ridefinizione dell’architettura finanziaria e regolatoria della PAC, fondata sull’istituzione di un fondo unico, sull’integrazione tra politiche agricole, di coesione e di sviluppo territoriale, nonché su un modello maggiormente flessibile e orientato al raggiungimento di risultati. Pur confermando formalmente la centralità degli obiettivi climatici e ambientali, la proposta solleva rilevanti criticità. L’articolo evidenzia, in particolare, i rischi derivanti dalla sostituzione della condizionalità rafforzata con la farm stewardship, dalla riduzione del grado di dettaglio della disciplina europea e dall’ampliamento della discrezionalità riconosciuta agli Stati membri. Particolare attenzione è dedicata alla questione finanziaria, poiché la possibile compressione delle risorse agricole, l’obbligo di cofinanziamento nazionale e l’indebolimento dei vincoli di destinazione ambientale potrebbero compromettere l’effettività della transizione verde. La PAC post-2027 appare così collocata in una tensione irrisolta tra ambizione ecologica e realismo politico finanziario, ponendo interrogativi sulla capacità dell’Unione europea di preservare un quadro comune, coerente ed efficace per un’agricoltura sostenibile.
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