Attraverso una tassonomia delle nuove forme di continuità, in parte già emerse nella prassi, l’Autrice mostra come la tradizionale dicotomia tra continuità e liquidazione risulti sempre meno idonea a descrivere traiettorie di crisi caratterizzate da tentativi successivi, arresti e ripartenze. Il contributo si interroga quindi sugli argini ad una continuità meramente reiterativa o dilatoria, individuando possibili correttivi sistemici nella valorizzazione della consecuzione, nell’applicazione dinamica del principio del no creditor worse off e in una concezione non identitaria della continuità, orientata alla memoria della crisi e alla tutela non deteriorativa dei creditori.
Continuità aziendale: tra risanamento e gestione dell'insuccesso
Marina Spiotta
2026-01-01
Abstract
Attraverso una tassonomia delle nuove forme di continuità, in parte già emerse nella prassi, l’Autrice mostra come la tradizionale dicotomia tra continuità e liquidazione risulti sempre meno idonea a descrivere traiettorie di crisi caratterizzate da tentativi successivi, arresti e ripartenze. Il contributo si interroga quindi sugli argini ad una continuità meramente reiterativa o dilatoria, individuando possibili correttivi sistemici nella valorizzazione della consecuzione, nell’applicazione dinamica del principio del no creditor worse off e in una concezione non identitaria della continuità, orientata alla memoria della crisi e alla tutela non deteriorativa dei creditori.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


