Facendo riferimento alla teoria dell’ordine negoziato di Strauss (1985), l’articolo analizza le pratiche quotidiane di medici, infermieri e assistenti sociali in quattro servizi ambulatoriali italiani rivolti a pazienti anziani con declino cognitivo o insufficienza cardiaca. Attraverso un approccio qualitativo basato su 19 interviste, lo studio esplora come i professionisti interpretano e affrontano i vincoli organizzativi che incidono sulle negoziazioni tra gli attori e sulle interazioni terapeutiche, con particolare attenzione ai rischi di discriminazione legata all’età. I risultati mostrano che, accanto alla possibilità di una routinizzazione di pratiche discriminatorie, emergono spazi di resistenza attraverso micro-azioni professionali adattive e situate. Spesso sottili e difficili da rendere visibili, tali pratiche contribuiscono ad affermare la soggettività degli anziani e a riconoscere il ruolo dei caregiver, pur senza mettere apertamente in discussione l’ordine istituzionale. Abstract Drawing on Strauss’s theory of negotiated order (1985), this article examines the everyday practices of physicians, nurses, and social workers within four Italian outpatient services serving elderly patients with cognitive decline or heart failure. Adopting a qualitative approach and based on 19 interviews, the study explores how professionals interpret and navigate organisational constraints that shape negotiations among actors and therapeutic interactions, with particular attention to the risks of ageism. Findings suggest that, alongside the risk of the routinisation of discriminatory practices, there is room for resistance through adaptive and situated professional micro-actions. Often subtle and invisible, these actions affirm the subjectivity of older patients and acknowledge the role of caregivers, without overtly challenging the institutional order.

Divisione del lavoro e strategie negoziali tra professionisti: uno sguardo sociologico sull’ageismo nei contesti ospedalieri.

Zaltron Francesca;Allegri Elena
In corso di stampa

Abstract

Facendo riferimento alla teoria dell’ordine negoziato di Strauss (1985), l’articolo analizza le pratiche quotidiane di medici, infermieri e assistenti sociali in quattro servizi ambulatoriali italiani rivolti a pazienti anziani con declino cognitivo o insufficienza cardiaca. Attraverso un approccio qualitativo basato su 19 interviste, lo studio esplora come i professionisti interpretano e affrontano i vincoli organizzativi che incidono sulle negoziazioni tra gli attori e sulle interazioni terapeutiche, con particolare attenzione ai rischi di discriminazione legata all’età. I risultati mostrano che, accanto alla possibilità di una routinizzazione di pratiche discriminatorie, emergono spazi di resistenza attraverso micro-azioni professionali adattive e situate. Spesso sottili e difficili da rendere visibili, tali pratiche contribuiscono ad affermare la soggettività degli anziani e a riconoscere il ruolo dei caregiver, pur senza mettere apertamente in discussione l’ordine istituzionale. Abstract Drawing on Strauss’s theory of negotiated order (1985), this article examines the everyday practices of physicians, nurses, and social workers within four Italian outpatient services serving elderly patients with cognitive decline or heart failure. Adopting a qualitative approach and based on 19 interviews, the study explores how professionals interpret and navigate organisational constraints that shape negotiations among actors and therapeutic interactions, with particular attention to the risks of ageism. Findings suggest that, alongside the risk of the routinisation of discriminatory practices, there is room for resistance through adaptive and situated professional micro-actions. Often subtle and invisible, these actions affirm the subjectivity of older patients and acknowledge the role of caregivers, without overtly challenging the institutional order.
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