Il contributo si propone di studiare le specificità del modello di insediamento territoriale dei migranti in Italia. Tali specificità sono rintracciabili nel legame che storicamente intercorre tra il fenomeno migratorio in Italia, nelle sue diverse espressioni (emigrazione, migrazione interna e immigrazione), e i profondi squilibri sociali ed economici tra diverse regioni e aree geografiche della penisola. Dai dati dell’ultimo Censimento emerge che i sistemi locali del lavoro con la maggiore incidenza di immigrati in Italia sono soprattutto aree a sviluppo diffuso a forte concentrazione manifatturiera, in particolare distretti industriali. Tale tendenza, tuttavia, si è interrotta in seguito alla crisi del 2007-2008. Negli anni più recenti si registrano da un lato la fuoriuscita di addetti stranieri dai sistemi manifatturieri, soprattutto del Nord Est, dall’altro maggiori possibilità occupazionali nel settore primario, molto diffuso nelle regioni meridionali, e nei servizi a bassa qualifica, tipici delle aree metropolitane. È certamente prematuro stabilire se i mutamenti in atto determineranno una vera e propria trasformazione del modello di insediamento territoriale dei migranti. I dati analizzati in questo articolo, tuttavia, mostrano che la crisi economica ha colpito duramente i lavoratori immigrati, acuendo così le diseguaglianze nel reddito e nelle condizioni lavorative. Si pone quindi l’esigenza di politiche attente a evitare fenomeni di esclusione e scompensi territoriali che possono minare seriamente gli equilibri socio-economici complessivi del paese.

Gli immigrati nei sistemi locali del lavoro italiani: caratteristiche e prospettive di un modello di insediamento

Balduzzi, G
2016-01-01

Abstract

Il contributo si propone di studiare le specificità del modello di insediamento territoriale dei migranti in Italia. Tali specificità sono rintracciabili nel legame che storicamente intercorre tra il fenomeno migratorio in Italia, nelle sue diverse espressioni (emigrazione, migrazione interna e immigrazione), e i profondi squilibri sociali ed economici tra diverse regioni e aree geografiche della penisola. Dai dati dell’ultimo Censimento emerge che i sistemi locali del lavoro con la maggiore incidenza di immigrati in Italia sono soprattutto aree a sviluppo diffuso a forte concentrazione manifatturiera, in particolare distretti industriali. Tale tendenza, tuttavia, si è interrotta in seguito alla crisi del 2007-2008. Negli anni più recenti si registrano da un lato la fuoriuscita di addetti stranieri dai sistemi manifatturieri, soprattutto del Nord Est, dall’altro maggiori possibilità occupazionali nel settore primario, molto diffuso nelle regioni meridionali, e nei servizi a bassa qualifica, tipici delle aree metropolitane. È certamente prematuro stabilire se i mutamenti in atto determineranno una vera e propria trasformazione del modello di insediamento territoriale dei migranti. I dati analizzati in questo articolo, tuttavia, mostrano che la crisi economica ha colpito duramente i lavoratori immigrati, acuendo così le diseguaglianze nel reddito e nelle condizioni lavorative. Si pone quindi l’esigenza di politiche attente a evitare fenomeni di esclusione e scompensi territoriali che possono minare seriamente gli equilibri socio-economici complessivi del paese.
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