Introduzione e Scopo - La violenza domestica in gravidanza rappresenta un importante fattore di rischio per la salute materna e fetale. Secondo l’ISTAT, nel 2014 l’11,8% delle donne ha subito maltrattamenti in gravidanza dal partner. Nonostante gli operatori sanitari siano formati a riconoscerne segni e sintomi, l’incidenza della violenza in gravidanza resta sottostimata. Materiali e Metodi - Abbiamo condotto un’analisi retrospettiva sulle cartelle cliniche delle donne assistite dal Centro Soccorso Violenza Sessuale del Presidio Ospedaliero Sant’Anna di Torino dal 2005 al 2017, descrivendo le caratteristiche delle vittime, degli autori e delle conseguenze delle violenze. Risultati e Discussione - Abbiamo osservato 113 gravide vittime di violenza, età media 27,9±6,0 anni, 53 (46,9%) al I trimestre, 80 (70,8%) straniere, di cui 41 (51,3%) africane. L’autore della violenza era il partner nel 70,8% dei casi e meno frequentemente un familiare (69,2% vs 93,9%, p=0,003) o un connazionale (57,4% vs 83,3%, p=0,02) quando la vittima è straniera. Sessantotto donne (60,2%) hanno subito più forme di violenza, 98 (86,7%) violenza fisica, 23 (20,4%) violenza sessuale. Settantacinque donne (66,3%) hanno subito ripetuti episodi di violenza, 20 (17,7%) un aumento delle violenze in gravidanza, 18 (15,9%) un solo episodio in gravidanza. Cinquantaquattro donne (47,8%) hanno riportato lesioni, prevalentemente ferite lacero-contuse, 32 (28,3%) hanno interrotto la gravidanza. In 96 casi (85%) è stata presentata denuncia all’Autorità Giudiziaria. Hanno sporto querela 48 donne (42,5%). Conclusioni - Il numero di maltrattamenti identificati è irrisorio rispetto a quanto riportato in letteratura e principalmente legato a violenze fisiche su donne straniere.

Il maltrattamento in gravidanza nell’esperienza del Centro Soccorso Violenza Sessuale di Torino: aspetti clinici e medico-legali.

GINO, Sarah;
2018-01-01

Abstract

Introduzione e Scopo - La violenza domestica in gravidanza rappresenta un importante fattore di rischio per la salute materna e fetale. Secondo l’ISTAT, nel 2014 l’11,8% delle donne ha subito maltrattamenti in gravidanza dal partner. Nonostante gli operatori sanitari siano formati a riconoscerne segni e sintomi, l’incidenza della violenza in gravidanza resta sottostimata. Materiali e Metodi - Abbiamo condotto un’analisi retrospettiva sulle cartelle cliniche delle donne assistite dal Centro Soccorso Violenza Sessuale del Presidio Ospedaliero Sant’Anna di Torino dal 2005 al 2017, descrivendo le caratteristiche delle vittime, degli autori e delle conseguenze delle violenze. Risultati e Discussione - Abbiamo osservato 113 gravide vittime di violenza, età media 27,9±6,0 anni, 53 (46,9%) al I trimestre, 80 (70,8%) straniere, di cui 41 (51,3%) africane. L’autore della violenza era il partner nel 70,8% dei casi e meno frequentemente un familiare (69,2% vs 93,9%, p=0,003) o un connazionale (57,4% vs 83,3%, p=0,02) quando la vittima è straniera. Sessantotto donne (60,2%) hanno subito più forme di violenza, 98 (86,7%) violenza fisica, 23 (20,4%) violenza sessuale. Settantacinque donne (66,3%) hanno subito ripetuti episodi di violenza, 20 (17,7%) un aumento delle violenze in gravidanza, 18 (15,9%) un solo episodio in gravidanza. Cinquantaquattro donne (47,8%) hanno riportato lesioni, prevalentemente ferite lacero-contuse, 32 (28,3%) hanno interrotto la gravidanza. In 96 casi (85%) è stata presentata denuncia all’Autorità Giudiziaria. Hanno sporto querela 48 donne (42,5%). Conclusioni - Il numero di maltrattamenti identificati è irrisorio rispetto a quanto riportato in letteratura e principalmente legato a violenze fisiche su donne straniere.
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